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L’auto elettrica è davvero una soluzione?

Premettiamo: siamo di parte in quanto produttori di schede elettroniche e fornitori di alcune tra le più note marche automobilistiche.
 
Ciononostante, siamo al tempo stesso Società Benefit e vogliamo essere una realtà molto presente e attiva sulle questioni legate alla sostenibilità globale.
 
Si parla molto di auto elettriche, e come sempre i fronti si dividono tra sostenitori e denigratori, con il solito gruppo di astensionisti-spettatori.
 
Dato che Lasi non è per caratteristiche culturali una realtà astensionista, e non ama essere spettatrice, vogliamo fare alcune considerazioni in merito.
 
Tra i denigratori, spesso sostenuti da fonti scientifiche come “mio cugino che se ne intende”, troviamo coloro che sostengono a gran voce che se utilizzassimo tutti le auto elettriche non avremmo abbastanza energia per le lampadine di casa. Un Paese come la Svizzera avrebbe un incremento del 19% mentre l’Italia arriverebbe ad un 30% in più.
 
In concreto significa che esattamente come il processo di avvicinamento alla sostituzione sarebbe progressivo, anche la dotazione di nuovi impianti di produzione seguirebbe lo stesso adeguamento. I numeri esposti lo rendono possibile.
 
“Però costa di più!”.
Verissimo se parliamo di prezzo iniziale; meno vero se consideriamo l’intero ciclo di utilizzo e gestione. Anche in questo caso è possibile effettuare dei calcoli che indicano chiaramente come i costi di produzione si stiano progressivamente abbassando, e che il costo del ciclo di vita medio di un’auto elettrica sia inferiore a quello delle auto tradizionali.
  
“Va bene, ma lo smaltimento delle batterie ha un impatto maggiore!”.
È necessario ricordare quanti costi ambientali e sociali comporta l’estrazione petrolifera? Quanto inquinano le petroliere? Quanto impatta lo smaltimento di olii, filtri ecc. quando viene fatta la manutenzione di un motore a combustione interna? E quando viene smaltito un motore termico cosa succede?
 
Le batterie elettriche perdono circa il 20% della loro capacità in circa 10 anni di utilizzo continuo. Significa che potrebbero essere riutilizzate per altri impieghi come ad esempio per gruppi di continuità, evitando l’impiego di altri motori a combustione.
 
Ma il “cugino” non molla la presa facilmente: “lo sai che prendono fuoco?”.
La la National Fire Protection Association nel 2018 ha dichiarato dopo diversi test che un automobilista ha cinque volte più probabilità di subire un incendio in un’auto a benzina convenzionale che in un’auto elettrica. 
 
Ovviamente chi vuole essere scettico a tutti i costi manterrà la propria fede integra, ma noi vogliamo concentrarci sui fatti, e tra questi è certo che le emissioni zero di un’auto elettrica sia un fatto non discutibile e altrettanto indiscutibile è la drammatica situazione del cambiamento climatico che oggi siamo necessariamente chiamati ad affrontare, al di là degli schieramenti personali.